martedì 19 settembre 2017

Spezzata la maledizione del grifone!!! Il primo squillo di Bastos in Serie A.

La Lazio espugna nuovamente il Marassi contro il Genoa ben 2702 giorni dopo l'ultima vittoria, targata Floccari e Dias i cui gol avevano risposto alla rete di Palacio. Quella di domenica sera è stata una vittoria sofferta, una vittoria da grande squadra in grado di non sfaldarsi a causa della doppia rimonta subita e abile nel trovare la forza di ribaltarla nuovamente, anche grazie all'involontario aiuto dell'ex Santiago Gentiletti. Ancora una volta San Ciro Immobile ci consegna i tre punti con il sesto gol in campionato, l'ottavo comprese la Supercoppa e l'Europa League, ed ancora una volta vanno sottolineate le ottime prestazioni di Alberto, Leiva, Milinkovic e Murgia, bravissimo nel sostituire uno squalificato Parolo. La difesa senza Wallace balla un po' troppo forse, soprattutto nel momento in cui De Vrij è stato rimpiazzato da Leiva, tuttavia, nonostante il primo fortunosissimo gol dei padroni di casa, il trio difensivo targato Angola-Olanda-Romania ha mostrato grande solidità e buona affinità. Ancora una volta Inzaghi ha dimostrato, nonostante gli uomini contati, di sopperire alla grande alle assenze pesantissime del già citato Wallace, di Anderson e del nuovo Nani, dimostrando che la rosa della Lazio se spronata riesce a competere in tutte le competizioni disputabili. Ad onor del vero il livello della Serie A di quest'anno sembra ancor più scadente di quella dello scorso anno con squadre come SPAL, Benevento, Verona, Genoa e Sassuolo, che rischiano di non arrivare a 20 punti, però anche loro, vedesi i romagnoli, possono essere problematici e togliere punti fondamentali a squadre più importanti come la nostra Lazio. Il primo tempo è una partita a senso unico con il dominio biancoceleste culminato nel gol del vantaggio di Bastos al 16°, lesto a spingere la palla in porta a seguito del palo colpito da Milinkovic. La Lazio continua a gestire la partita, sfiorando il gol prima con una bellissima azione terminata con il piazzato non preciso di Basta e dopo con una botta di Immobile a seguito di un contropiede perfetto orchestrato da Luis Alberto. Il Genoa è in bambola ed ad inizio ripresa rischia di andare sotto di 2 per la botta dalla distanza di Milinkovic, che sfiora il palo alla destra di Perin, eppure grazie ad un clamoroso rimpallo Pellegri si trova da solo davanti a Strakosha e con un'ulteriore deviazione di Radu trova il gol del pari. L'immeritato pareggio convince Inzaghi a modificare gli undici in campo così nell'arco di 7 minuti compie tutti i cambi inserendo Caicedo, Marusic e Lukaku al posto di De Virj, Basta e Murgia, retrocedendo Leiva al centro della difesa con Alberto e Lulic in mezzo al campo. Il passaggio a due punte e l'ingresso di due esterni di gran spinta produce gli effetti sperati tanto che, su assist di Marusic, Lukaku chiama Perin al miracolo e successivamente, su assist del belga, Immobile a porta vuota riporta la Lazio avanti. Come la storia ci insegna ai laziali piace soffrire e così Leiva si fa un sonno su un cross da sinistra di Zukanovic sul quale Pellegri è lesto a siglare la sua prima doppietta in Serie nonostante i 16 anni appena compiuti, un gol che sa di beffa per gli ospiti. La Lazio deve rifare tutto e la serata sembra prendere una brutta piega quando Immobile serve in profondità Caicedo e l'ecuadoregno a tu per tu con Perin calcia di pochissimo sul fondo. Ancora più brutta è la piega che prende quando su un corner per i padroni di casa è Strakosha a compiere un miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Zukanovic, evitando uan clamorosa debalce. I tre punti sembrano ormai un miraggio eppure ad un certo punto Gentiletti compie una pazzia lanciando Immobile in campo aperto, che non sbaglia un colpo quest'anno, siglando il gol del 2-3 definitivo che consacra la Lazio come attuale quarta forza del campionato dietro Inter, Juventus e Napoli, tutte a punteggio pieno. E proprio il Napoli sarà il prossimo avversario della Lazio in campionato nel turno infrasettimanale di mercoledì, ove gli uomini di Inzaghi saranno chiamati alla grande prestazione se vogliono lanciare un segnale a tutta la Serie A.











Genoa-Lazio 2-3


Genoa-Lazio 2-3

GENOA (3-4-3): Perin; Rossettini, Spolli (70' Gentiletti), Zukanovic; Rosi, Cofie (56' Brlek), Veloso, Laxalt; Ricci, Taarabt, Centurion (33' Pellegri). 
A disp. Lamanna, Zima, Lazovic, Omeonga, Migliore, Rodriguez, Salcedo, Palladino, Galabinov. 
All. Ivan Juric
LAZIO (3-4-2-1): Strakosha; Bastos, de Vrij (60' Caicedo), Radu; Basta (66' Marusic), Murgia (66' Lukaku), Leiva, Lulic; Luis Alberto, Milinkovic; Immobile.
A disp. Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Crecco, Di Gennaro, Palombi.
All. Simone Inzaghi
ARBITRO: Orsato (sez. Schio). Ass. Liberti-Ranghetti. IV: Serra. VAR: Di Bello. AVAR: Illuzzi
NOTE. Ammoniti: 38' Rosi (G), 46' de Vrij (L), 87' Luis Alberto (L) 
Marcatori: 13' Bastos (L), 57', 73' Pellegri (G), 70', 82' Immobile (L)



venerdì 15 settembre 2017

Ancora Murgia per il gol del 2-3!!! Buona la prima europea di mister Inzaghi.

Corsi e ricorsi storici direbbe il buon vecchio filosofo Giambattista Vico, corsi e ricorsi storici sono quelli che vedono Murgia segnare ancora una volta il gol del 2-3 finale per la prima squadra della capitale. Proprio qualche giorno fa, discutendo con amici laziali, sottolineavo quanto fosse abile Murgia nel ruolo di incursore di centrocampo, sicuramente meno forte di Parolo e meno tecnico di Milinkovic, ma il buon Alessandro ha dei tempi di gioco e un'abilità nello smarcarsi e trovarsi sempre al posto giusto che ricorda molto quella di Stefano Mauri. Il buon Simone alla prima gara in Europa schiera una formazione titolare quasi da film horror con solo 3 titolari, ovvero Strakosha, De Vrij e Parolo e ben 8 riserve tra cui Bastos, Luiz Felipe, Di Gennaro, Murgia, Alberto, Lukaku, Marusic, Caicedo, rischiando una clamorosa debacle e andando per due volte in svantaggio contro la "cantera" del Chelsea che è sembrata veramente una squadra di almeno due categorie inferiori. La panchina della Lazio viene fortemente ridimensionata da questa sfida, basti pensare di aver perso il primo tempo per 1-0, nonostante la quantità superiore di palle gol create, a causa del gol di Matavz. Le critiche di giornata vanno sicuramente a Marusic, reo lievemente sul primo gol e nettamente sul secondo, a Bastos e Lukaku apparsi fuori dal ritmo partita, a Luiz Felipe troppo acerbo per certi livelli, per gli altri "panchinari" bisogna sottolineare la solita prova superba di Luis Alberto, l'ottimo match di Murgia, le discrete prestazioni di Caicedo e Di Gennaro, condite addirittura da una assist per l'ecuadoregno, che tuttavia non mi convince minimamente e anzi non mi sembra troppo differente per caratteristiche dal buon Djordjevic se non per una leggermente migliore qualità tecnica.
Il gol di Matavz su assist di Rashica, migliore in campo per i suoi, al 33° è la punizione eccessiva per una Lazio non brillante, ma creatrice di numerose occasioni nel primo tempo come i colpi di testa di Alberto e De Vrij, il tiro dalla distanza dello stesso Alberto e la clamorosa palla gol sprecata da Caicedo negli ultimi minuti dei primi 45. Al termine del primo tempo Inzaghi coglie i segnali della squadra e capisce che non si può fare a meno di Ciro Immobile, decidendo così di inserirlo al posto di Luiz Felipe, ammonito e colpevole sul gol avversario. Entra il buon Ciruzzo e la Lazio acquista fiducia nei suoi uomini migliori, tra i quali spicca Luis Alberto che chiama subito Pasveer ad un miracolo degno del mercoledì delle ceneri. Al 50° la Lazio orchestra un buon contropiede con Murgia che serve Immobile il cui diagonale mancino e respinto dal portiere avversario, la difesa però non riesce a rilanciare il pallone ed a seguito di un clamoroso batti e ribatti Marco Parolo insacca il pallone con un tiro mancino al volo di rara precisione balistica sul quale c'è la complicità evidente del portiere avversario. La rete scuote i padroni di casa che approfittano dell'incapacità di Marusic e Lukaku nello schierarsi correttamente in una difesa a quattro, soprattutto grazie al trio Bruns, Matavz e Rashica, che fanno impazzire la retroguardia biancoceleste permettendo a Linssen di segnare il gol del 2-1 e sfiorando per due volte il gol del 3-1 con tiri dalla distanza e ottime azioni manovrate all'interno dell'area laziale. Tuttavia il calcio è strano e proprio nel momento migliore dei padroni di casa che una meravigliosa azione tutta di prima orchestrata da Alberto, Milinkovic, subentrato a Di Gennaro al 61°, e Caicedo mette Immobile nelle condizioni di battere l'estremo difensore avversario e pareggiare il match. La Lazio continua a spingere anche grazie all'ingresso di Lulic al posto di Lukaku, che sposta gli equilibri del match in favore degli ospiti, e prima Caicedo impegna il portiere avversario e poi Murgia, che ha una particolare affinità con il gol del 2-3, sfrutta l'errore difensivo di Van der Werff e beffa Pasveer chiudendo i giochi. I giochi però potrebbero essere riaperti dal colpo di testa di Castaignos, lasciato colpevolmente solo da De Vrij, che fortunatamente finisce in curva. La vittoria consente di ancorarsi al Nizza a quota tre punti dopo la vittoria contro lo Zulte Waregem, la squadra belga sembra la squadra cuscinetto del girone, e regala la prima gioia europea a Simone Inzaghi.








Vitesse-Lazio 2-3



Vitesse-Lazio 2-3
VITESSE (5-3-2): Pasveer; Dabo (83' Colkett), Van der Werff, Kashia, Miazga, Buttner; Bruns (88' Mount), Linssen, Foor; Rashica, Matavz (78' Castaignos).
A disp. Houwen, Van Bergen, Lelieveld, Faye
All. Henk Fraser
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, de Vrij, Luis Felipe (46' Immobile); Marusic, Parolo, Di Gennaro (62' Milinkovic), Murgia, Lukaku (65' Lulic); Luis Alberto, Caicedo.
A disp. Vargic, Leiva, Patric, Radu.
All. Simone Inzaghi
ARBITRO: Liran Liany (ISR). Ass: Biton- Shimon. IV: Yarkoni. Add: Papir-Masiah. NOTE. Ammoniti: 32' Luis Felipe (L), 70' de Vrij (L), 83' Lulic (L). 
Marcatori: 33' Matavz (V), 51' Parolo (L), 57' Linssen (V), 67' Immobile (L), 75' Murgia (L)



martedì 12 settembre 2017

Quando Dio sconfisse il diavolo!!! C piens tu Cirù?

La Lazio non si ferma più contro le grandi, dopo la vittoria in supercoppa contro la Juventus arriva anche un emozionante 4-1 con tripletta di Immobile contro il nuovo Milan cinese dalle grandi spese e dalle grandi ambizioni. Geniale e abile Inzaghi, arrogante e sconclusionato Montella: questi sono i due volti di mister con organico differente e ambizioni opposte, differenze a cui Inzaghi ha sopperito con abile tatticismo e diligente metodo. Un anno di applausi al mister biancoceleste per aver ritrovato la posizione congeniale di Luis Alberto in campo, che addirittura a Febbraio pensava di abbandonare il calcio, ovvero quella di trequartista dai piedi fatati e non di esterno tutto cuore e corsa, inoltre bisogna sottolineare come lo spagnolo agisca a meraviglia dietro la punta, che sia un campanello d'allarme per Felipe Anderson? Ovviamente tutti gli applausi di giornata sono per Ciro Immobile il quale sembra aver trovato la propria dimensione a Roma, segnando valanghe di gol (già 6 in questa stagione fra Campionato e Supercoppa), permettendo alla Lazio di battere squadre più forti e ridicolizzando difese composte da gente come Benatia, Chiellini, Bonucci e Musacchio. Le uniche note stonate di giornata sono l'infortunio di Wallace che lo terrà fermo ai boxe per circa un mese e mezzo e costringerà Inzaghi ad affronterà tutte le gare in programma con i soli De Vrij, Radu, Bastos, Luiz Felipe e Prce, reintegrato in prima squadra, e l'espulsione scriteriata di Parolo, autore di un fallo tattico da secondo giallo all'ultimo minuto a risultato già acquisito. La partita, posticipata alle 16 causa diluvio universale su Roma, è iniziata con un Milan molto offensivo in grado di prendere il controllo di campo e di conseguenza ingenuo nel cadere nella ragnatela creata da Simone Inzaghi, lasciare il controllo del campo agli avversari ha permesso alla squadra capitolina di agire come una tenaglia e creare numerosi contropiedi e situazioni di superiorità numerica. Il primo gol nasce proprio da un contropiede gestito male da Luis Alberto, che però recupera il pallone si incunea in area di rigore e viene atterrato da Kessie, consentendo ad Immobile di portare la Lazio in vantaggio. Pochi minuti dopo la Lazio raddoppia con una grande azione di Lulic sulla destra che si conclude con la magistrale girata la volo di Immobile, imparabile per Donnarumma. La fine del primo tempo ha assunto sempre di più i connotati di un video porno per la tifoseria laziale ed ad inizio ripresa il porno continua con il terzo goal di Ciro Immobile a seguito di un'ottima azione sulla destra guidata dall'asse Lulic-Parolo e dal quarto e ultimo gol laziale di Luis Alberto, su assist di Sua Grazia Ciro Immobile al termine di un contropiede sanguinoso con il Milan tutto sbilanciato in avanti. Sul 4-0 Montella capisce di aver esagerato nel presentarsi a Roma con il duo Borini-Cutrone ed inserisce Kalinic e Chalanoglu, che appena entrato involontariamente permette a Montolivo di segnare il gol del 4-1. Il gol suggerisce ad Inzaghi di sostituire l'ammonito Lulic con Lukaku e stimola la reazione biancoceleste che sfiora altri due gol, neanche a dirlo con Ciro Immobile che ridicolizza Bonucci in una delle due occasioni. A dieci dal termina anche Radu chiede il cambio per un colpo subito ed al suo posto entra Luiz Felipe. Negli ultimi tre minuti Lukaku sfiora il gol del clamoroso 5-1 non arrivando sull'assist da destra di Alberto e Parolo si fa espellere nel modo incui sopra è citato. La Lazio batte il Milan ed è quarta in classifica dietro Napoli, Inter e Juventus a punteggio pieno, punteggio che poteva essere tranquillamente nostro se non avessimo pareggiato alla prima in casa contro la SPAL.













Lazio-Milan 4-1


Lazio-Milan 4-1
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace (15' Bastos), de Vrij, Radu (80' Luiz Felipe); Basta, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (65' Lukaku); Luis Alberto, Immobile.

A disp. Guerrieri, Vargic, Patric, Marusic, Crecco, Murgia, Di Gennaro, Palombi, Caicedo.

All. Simone Inzaghi
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio, Bonucci, Rodriguez; Kessie, Biglia, Montolivo; Suso (73' Bonaventura), Cutrone (55' Calhanoglu), Borini (56' Kalinic).
A disp. A. Donnarumma, Storari, Abate, Antonelli, Zapata, Romagnoli, Locatelli, Mauri, André Silva.

All. Vincenzo Montella
ARBITRO: Rocchi (sez. Firenze). Ass: Vuoto-Valeriani. IV: Guida. VAR: Massa. AVAR: Aureliano
NOTE. Ammoniti: 58' Lulic (L), 70' Parolo (L), 88' Bonaventura (M).
Espulsi: 93' Parolo (L) per doppia ammonizione.
Recupero: 2' pt; 4' st.
Marcatori: 38' rig., 42', 48' Immobile (L), 50' Luis Alberto (L), 56' Montolivo (M)


 

sabato 2 settembre 2017

*Speciale*: Un mercato da cunctator per la Lazio!!! Nani la ciliegina sulla torta.

Per gli appassionati di storia romana sarà chiarissimo il mio riferimento a Quinto Fabio Massimo Verrucoso, noto come il "cunctator", a cui ho rubato il titolo per definire il calciomercato della SS Lazio. Il soprannome di questo console e prodittatore era dovuto alla sua tattica di temporeggiamento durante l'invasione di Annibale nel corso della Seconda Guerra Punica, il quale atteggiamento permise alle forze romane di riprendersi e preparare l'esercito per attacchi futuri. Così è stato anche il mercato biancoceleste, un mercato di attesa, l'attesa della cessione di Keita, che ha sbloccato la nostra sessione estiva, perché se il senegalese non fosse stato ceduto a tre giorni dalla fine del mercato al Monaco, probabilmente sarebbe stato reintegrato in rosa e spremuto fino alla fine del suo contratto. Ma andiamo con ordine. La Lazio si presenta ad inizio luglio con un piazzamento in Europa League ed una finale di Supercoppa Italiana da giocare con la richiesta di cessione da parte di Biglia e Keita e la mancanza di volontà di De Vrij, scadenza 2018, a rinnovare il suo contratto. Inoltre sul fronte cessioni rumoreggiano alcuni pesci piccoli della rosa come Hoedt, Cataldi e Patric, ci sono moltissimi esuberi come Djordjevic, Marchetti, Kishna, Morrison, Lombardi, Pollace, Rossi, Germoni ed anche alcuni primavera da piazzare. Per quanto riguarda il mercato in entrata la Lazio, data la cessione di Biglia al Milan, acquista subito Lucas Leiva mediano del Liverpool dai piedi buoni, anche se non è un regista naturale, poi acquista Di Gennaro e Caicedo, i due acquisti più discussi della sessione estiva, visto che il primo non si è mai affermato a grandi livelli ed il secondo non sembra essere un vice-Immobile degno di tale nome, inoltre la Lazio ad inizio luglio aveva acquistato anche la solita scommessa, sta volta serba e dal campionato belga, che risponde al nome di Adam Marusic, esterno destro che presto sostituirà un Basta sulla via del tramonto. Vinta la supercoppa italiana la Lazio cede Hoedt al Southampton per 17 milioni, una cifra enorme per l'olandese, e si trova con un gruzzolo "virtuale" di 40 milioni, dovuto a Hoedt, Biglia, Berisha e Cataldi, andati a Bergamo e Benevento. Nonostante i soldi il mercato si ferma e la svolta arriva il 29 agosto con la cessione di Keita al Monaco e l'accordo con Jorge Mendes, procuratore di Cristiano Ronaldo, che porta a Roma sulla sponda biancoceleste due giovani gioiellini, Bruno Jordao e Pedro Neto, e il campione affermato Luis Nani, ex Manchester United. A questo punto il mercato laziale è concluso ed giunto il momento per noi di tirare le somme. Mi sento di poter dire che la Lazio non esce indebolita da questo mercato perché è stato trovato un nuovo grandissimo compagno di reparto per Immobile, si è sostituito Biglia con un giocatore che si è già rilevato indispensabile nelle due partite giocate, Marusic sembra nettamente migliore di Basta deve solo entrare nei meccanismi tattici, Di Gennaro è un'onesta riserva a centrocampo e a Gennaio arriverà Caceres attualmente parcheggiato al Verona per fargli riprendere condizione. L'unica nota dolente è per me l'acquisto di Caicedo un giocatore non in grado di sostituire Immobile nei momenti di difficoltà quanto più mi ricorda il classico centroavanti di peso per guadagnare secondi preziosi nei minuti finali e secondo me alla Lazio serviva una riserva in grado di subentrare e spaccare la partita con delle fiammate improvvise. In più ci sono i due baby incognita, uno regista ed uno centravanti, che potrebbero comunque essere schierati da Inzaghi in qualunque momento e magari rivelarsi già affermati per competere ad alti livelli. Al contrario di molti tifosi non contenti del mercato della società, io mi ritengo abbastanza soddisfatto dato che abbiamo ad oggi una rosa con delle riserve che, in quasi tutti i reparti, possono subentrare a partita in corso soprattutto in difesa, ove sono convinto che la cessione di Hoedt non peserà minimamente grazie a De Vrij, Wallace, Bastos, Radu, Lukaku, Lulic, Basta e Marusic, tuttavi forse qualche riserve di livello leggermente più alto sarebbe servita. Un appunto ad Inzaghi mi sento però di farlo e riguarda la scelta del capitano: tutti noi laziali saremo sempre grati a Lulic per quel gol al minuto 71 del 26 Maggio 2013, tuttavia renderlo capitano chiude il posto a Jordan Lukaku, cosa secondo me inamissibile perché il talento belga ha dimostrato di essere devastante nel 3-5-2 idealizzato da Inzaghi e deve avere un posto da titolare. Pur sempre è vero che l'acquisto di Nani probabilmente riporterà ad un 4-2-3-1 in cui Lukaku potrebbe non rendere al massimo e quindi cedere la precedenza a Lulic. Inoltre vanno fatti i complimenti alla società per avere valorizzato un talento come Luis Alberto che l'anno scorso sembrava essere un onesta riserva ed invece si è rivelato un trequartista di grande livello, che potrà sostituire in qualunque momento e degnamente l'eventuale assenza di Milinkovic-Savic. Sul fronte cessioni inoltre ci si è comportati in maniera quasi eccellente, cedendo tutti gli esuberi e gli scontenti ad esclusione di Patric, Djordjevic e Marchetti, giocatori senza alcun appeal. A conti fatti credo che il mercato della Lazio si aggiri sul 6,5, quindi una sufficienza piena, sufficienza che avrebbe raggiunto tranquillamente l'8 con un vice-Immobile di categoria e un panchina leggermente più lunga, magari con qualche altro centrocampista di riserva in fase di regia. Detto questo speriamo che il mercato favorisca le nostre prestazioni in tutte e tre le competizioni che presto dovremo affrontare.













Ufficiale: Luis Nani è un nuovo calciatore della Lazio.

Signori e signore alziamo tutti quanti in piedi perché il calciatore arrivato alla corte di Simone Inzaghi è forse il più grande campione, insieme a Klose, dell'era Lotito. Luís Carlos Almeida da Cunha in arte “Nani” non è un calciatore come gli altri, è rapido, tecnico, intelligente, di esperienza ed internazionale è uno di quei nomi che fanno impazzire e sognare i tifosi di ogni società. Il portoghese, classe 1986, negli ultimi anni ha girato tra Portogallo, Turchia e Spagna e nonostante l'infortunio finale ha fatto bene in tutte e tre le annate siglando 12 reti con lo Sporting, 12 reti con il Fenerbache e 5 reti con il Valencia oltre a un buon numero di assist, praticamente da solo negli ultimi tre anni ha segnato più di Felipe Anderson, più di Keita e più di Milinkovic-Savic presi singolarmente. Quesot è un acquisto ottimo per la nostra squadra perché il giocatore ha voglia di rilanciarsi e la Lazio ha bisogno di nomi altisonanti se vuole mettersi in mostra in campionato, in Coppa Italia ed in Europa League. Spero che il portoghese possa ritrovare sotto il Colosseo i fasti di un tempo.




Ufficiale: Bruno Jordao e Pedro Neto sono due nuovi calciatori della Lazio.

"La S.S. Lazio comunica di aver acquisito temporaneamente il calciatore Bruno Andre Cavaco Jordao ed il calciatore Pedro Neto Lomba sino al 30 giugno 2019 con obbligo di trasformazione in cessione definitiva." Il chiarissimo comunicato biancoceleste riporta il prestito di questi due talentini portoghesi di cui si parla una meraviglia e da cui ci si aspetta moltissimo. Il primo dei due è un regista che fino ad oggi ha militato solo nel Braga B, la "cantera" dello Sporting Braga, squadra portoghese salita alla ribalta negli ultimi anni, ed è un classe '98 da cui ci si può aspettare moltissimo. Tuttavia è il secondo, classe 2000, il predestinato dei due ad un futuro roseo, anche se ha collezionato appena tre presenze nell'ultimo campionato portoghese di massima serie, siglando comunque un gol. Il vero fatto sconcertante è la cifra totale da spendere alla fine del prestito, ovvero 25,5 milioni di euro tra rinnovo del prestito alla fine di questo anno e pagamento finale per due giocatori che in due hanno appena 36 anni. Auguro comunque ai due portoghesi di riuscire ad affermarsi nel nostro undici titolare.









venerdì 1 settembre 2017

Ufficiale: Ravel Morrison è un nuovo calciatore dell'Atlas.

L'oggetto misterioso più ambiguo della storia della nostra società viene ceduto a titolo temporaneo alla società messicana dell'Atlas. L'Atlas è una società messicana che milita nella primera division ove l'inglese avrà la possibilità di mettersi in mostra e magari regolarsi anche per poi tornare a Roma e mettere in mostra le sue vere qualità, che sono quelle di un potenziale fenomeno. Nonostante durante la sua permanenza a Roma non abbia convinto io credo in lui e spero che un giorno tornerà e ci stupirà tutti. Auguri Ravel per la tua nuova avventura.

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