Fin da subito la partita sembrava avere molto da raccontare con Sportiello che intorno all'ottavo minuto di gioco viene espulso per aver toccato il pallone con le mani fuori dall'area di rigore, rosso ineccepibile. La Lazio approfitta subita della superiorità numerica e schiaccia la viola nella propria metà campo per almeno 10 minuti fino a quando non comincia lo show di Chiesa e D'amato, infatti, grazie al fallo provocato dall'esterno viola e dall'inversione di fallo dell'arbitro, gli ospiti si trovano anch'essi in 10 per l'espulsione inesistente di Murgia per aver bloccato una chiara occasione da gol, che chiara non era visto che il pallone era conteso tra i due e Strakosha e non era tra i piedi di Chiesa. Dal calcio di punizione seguente nasce il grandissimo gol di Veretout che porta in vantaggio irregolarmente i padroni di casa. Due minuti dopo il gol dei viola De Vrij calcia a botta sicura verso la porta difesa da Dragowski, ma Pezzella salva sulla linea. Come detto precedentemente Inzaghi sostituisce De Vrij con Anderson per passare alla difesa a 4 ed il brasiliano subito parte da solo verso la porta avversaria e serve in area Immobile sul quale è vitale il salvataggio di Milenkovic. La Lazio sembra in dominio ed invece al 30° arriva questo dubbio rigore per la viola a causa di un fallo di Felipe su Biraghi, che non viene sanzionato dall'arbitro D'amato. Sul dischetto si posiziona Veretout il quale spiazza Strakosha e porta la viola sul 2-0, chiudendo i giochi. In realtà non chiude proprio niente perché la Lazio è più viva che mai e continua a macinare gioco, in particolare con Lucas Leiva che si incunea in area di rigore e viene chiuso in una morsa da Hugo, che tocca il pallone, e Biraghi che lo trancia in due stile Lassisi su Boksic nel 2000, ma per D'Amato è tutto regolare tanto che assegna calcio d'angolo, dopo aver ricontrollato addirittura le immagini al VAR. Nonostante l'ennesimo furto gli 11 ospiti non si scompongono e accorciano le distanza grazie al pregevole calcio di punizione trasformato in oro da Luis Alberto. Grazie al gol la Lazio si riprende e si scaglia con prepotenza nei pressi dell'area viola tanto da trovare il gol del 2 a 2 con il colpo di testa di Caceres in piena zona recupero, sul quale è complice l'inettitudine di Dragowski, secondo della Fiorentina. Il primo tempo si chiude tra le proteste dei laziali, ma la ripresa si apre con un altro episodio dubbio, ovvero il gol annullato a Simeone. Il gol dell'argentino non è in evidente fuorigioco, ma per il regolamento qualsiasi parte del corpo, che possa essere utilizzata in campo, si trovi in offside comporta la segnalazione dello stesso e per sua sfortuna la spalla del Cholito è in fuorigioco, ergo il VAR annulla la rete e non D'amato in questo caso. Per quanto mi riguarda è una regola che a me non piace minimamente ed io sarei stato più propenso all'assegnazione della rete, ma il regolamento esiste per un motivo ben preciso e va rispettato in tutte le sue specificità. Tuttavia il gol annullato non è un problema per la Fiorentina che trova il gol del 3 a 2 appena 4 minuti dopo con la grande giocata di Veretout che sigla la sua personale tripletta. Sembrerebbe essere il gol della definitiva vittoria, ma la Lazio ne ha ancora e si rende subito pericolosa con la bomba di Immobile che sfiora il palo alla destra di Dragoswki. Dove Immobile non riesce subentrano Felipe Anderson e Luis Alberto i quali con un 1-2 pazzesco in 3 minuti ribaltano la partita: il primo con una botta da limite ed il secondo con una deviazione da predatore d'area sul traversone basso di Marusic. Con la Lazio in vantaggio e la Fiorentina tramortita comincia un'altra partita in cui gli ospiti difendono e proteggono il risultato, anche grazie all'ingresso di Lulic e Caicedo al posto di Lukaku ed Immobile, portando a casa una vittoria fondamentale nell'assalto alla Champion's League, date anche le vittorie di Inter e Roma.

Nessun commento:
Posta un commento